Trattamenti Reiki: massaggi d’amore per mamma, bambino e …..

Ieri pomeriggio io e Carloleone abbiamo provato Il Birth Trauma Reiki. Per chi non conoscesse questa pratica, i trattamenti Reiki sono volti a ripristinare e purificare il flusso energetico all’interno dell’organismi per promuovere la salute dell’individuo, aumentarne le capacità di guarigione, il benessere interiore, la crescita personale e spirituale, il contatto con se stesso.


Nel Kundalini Reiki si utilizzano insieme energia Reiki e Kundalini per trattamenti molto efficaci anche con sedute di breve durata.(Comodo con figli piccoli).

Si possono trattare persone (e animali) per il benessere generale fisico ed emotivo e il ripristino del normale flusso dell’energia, oppure situazioni, caratteristiche o condizioni specifiche, quali stati di disagio e malessere, blocchi dovuti a traumi fisici o emotivi – incidenti, interventi, lutti, depressioni, il Trauma di Nascita… – situazioni di “ristagno”, legami con luoghi o persone vissuti come vincoli, blocchi di vario genere che ci trattengono nel nostro “cammino evolutivo” (che è un cammino di libertà!).

Ci siamo regalati un pomeriggio di relax e purificazione.

Io ho chiesto a Chiara (l’operatrice ndr) di cercare di sbloccare l’energia intrappolata in alcune parti del mio corpo che sta causando  l’immobilismo di diverse situazioni.

Carloleone ha ovviamente beneficiato del “Birth trauma” e anche Fragola (il cane) ha ricevuto i suoi benefici.

Una domanda che mi avete fatto ieri su Facebook riguarda la modalità del massaggio.

In effetti più che un massaggio del corpo è un massaggio per l’animo di cui poi beneficia anche il nostro fisico.

L’operatrice non vi tocca quasi per niente, sfiora e basta mentre smuove l’energia da un punto all’altro del corpo.

La cosa buffa è che potete sentire energia sotto forma di calore… Vi sembrerà di essere sfiorati da più mani, non spaventatevi, saranno solo due!
Per info e Appuntamenti: Chiara 3332782462  tanaliberatutti79@gmail.com

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Qualche trucco per  ordinare i cassetti dei vostri figli

Torna la nostra mitica Marika Emme Super pink con i consigli  per tenere in ordine cassetti e armadi.

Leggete cosa mi ha risposto quando le ho detto che avevo solo cassetti per i vestiti di Carloleone:

” E dopo la filippica su come sia comodo appendere tutti i vestiti del nanetto, tu mi vieni a dire di avere solo cassetti?!

Ok, ho capito: bisogna organizzare il fasciatoio!

Indispensabile è dare una ed una sola collocazione ad ogni capo, evitando così di avere le tutine sparse in più cassetti. Nel primo cassetto va la cosa che più di tutte deve stare a portata di mano, ossia la biancheria intima: body, calzine, calzine antiscivolo e pigiamini. Scatole di scarpine vuote o contenitori di dimensioni ridotte sono l’ideale per tenere sempre in ordine e divise le calze.

Nel secondo cassetto : tutine, nel terzo magliettine e felpe e nel quarto i pantaloni. Il trucco per fare stare tutto in ordine e mantenere le pile ordinate è quello del testa/piedi, cioè mai tutto nello stesso senso,ma a senso alternato.Piegato tutto in maniera stretta si potrà sfruttare maggiormente la profondità del cassetto, ricordandosi di tenere sempre in vista le cose che si mettono di più e nella parte più nascosta le altre. 

l’ho tirata per le lunghe anche stavolta… ”

Un piccolo trucco per guadagnare spazio e non passare le ore alla ricerca del pezzo mancante : i pantaloni delle tuta, o del pigiama, ripiegateli nelle felpa 

News Facebook: l’album di tuo figlio

Una nuova funzionalità di Facebook è stato rilasciata oggi.

Ma di cosa si tratta? È possibile taggare  nelle foto vostro figlio/a anche se non ha un profilo Facebook, ad esempio un neonato come Carloleone, e creare un album personalizzato che in automatico racchiude tutte le foto taggate con il nome del vostro pupo.

Come fare?

Seguite questi passaggi oppure andate a questo  Link

Apri il tuo profilo e fai modifica  
  
Aggiungi il nome di tuo figlio 

  
Ora tagga, con il nome di tuo figlio/a tutte le foto passate che vuoi inserire nell’album  

Attenzione, l’unica a poterlo fare sei tu e il papà del bambino (solo se inserito tra i familiari nel vostro profilo).

Come ordinare i vestiti dei vostri bimbi

È tornata a trovarci  Marika Emme la nostra amica Wardrobe planner.. Sentite oggi cosa ci consiglia!

” Eppure c’era scritto _taglia 6 mesi_ … ma se gli andrà bene tra un anno?! ”

Quante volte mi sono scontrata con questa realtà: le tutine di H&M vestono grande, quelle di Brums vestono piccole, altre ancora rispettano quello che c’è scritto sull’etichetta. 

   

 Avete presente quanto nervoso ho preso per vestire mio figlio, mentre sono di fretta, lui non sta fermo e devo continuamente sostituirgli i pantaloni perchè la taglia non è quella che mi aspettavo? Poi la mia amica mi ha dato un piccolo trucco : appendere il più possibile. In questo modo la diversità di vestibilità sarà lampante e si guadagnerà pure tempo, che oltretutto a piegare le cose così piccole è un gran noia. Per i bimbi piccoli trovo fantastiche le grucce bianche di H&M ( tra l’altro le uniche che possono regalare) : con un solo modello permettono di appendere t-shirt, pantaloni e tute. 

Co- sleeping, perché io dico no

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Co-sleeping, pratica secondo cui si condivide il lettone con il proprio figlio.

Se ne è parlato tantissimo e se ne continua a parlare sotto tanti punti di vista: antropologico, psicologico, etc

In questo momento “va di moda il si”.. dico “va di moda” perché ogni tot anni viene tirata fuori una nuova teoria riguardo la gestione dei neonati.

Quando sono nata io ho dormito da sempre in cameretta, da sola e a pancia in giù. Adesso il bambino deve dormire a pancia in su e tassativamente in camera con i genitori fino al primo anno di vita. In più, con loro, dovrebbe condividere il lettone.

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Perché io dico no al co-sleeping

Quando siamo tornati a casa, Carloleone è stato subito messo nella sua culla di cartone accanto al nostro letto. Così la notte, quando piangeva per la poppata, dovevo solo allungare le braccia e tirarlo su.

Poi però, come ben saprete, mi sono rotta una gamba…a 20 giorni dal parto…mi sono operata e oltre a camminare solo con le stampelle avevo anche tanto sonno e poco equilibrio.

Ma decisa nel non metterlo in mezzo a me e Francesco, con grande sacrificio ho continuato a tenerlo in culla, facendo dei salti mortali per riuscire a tirarlo su (stando seduta sul letto)  senza cadere a faccia avanti.

Poi, una notte, mi sono alzata per andare in bagno..con le stampelle…al ritorno sono scivolata e sono caduta con tutto il peso sopra la culla..di cartone.. con Carloleone dentro..

Se non mi avesse preso al volo Francesco, avrei schiacciato il bambino…

Ho pianto per tutta la notte, per la paura, per lo spavento, per quello che sarebbe potuto succedere.

Dalla notte dopo, Carloleone ha dormito in mezzo noi. Risultato?

  • calci e schiaffi
  • paura nel muoversi
  • rischio di schiacciarlo (di nuovo)
  • addio abbracci e baci tra mamma e papà
  • litigi

Per carità, bellissimo dormire insieme, stupendo, ma impraticabile. Almeno lo è stato per me e Francesco.

Per fortuna il mio compagno si è imposto e ha detto basta. Dico, per fortuna, perché se fosse stato per me avrebbe dormito in mezzo a noi (nonostante i punti sopra) fino ai 18 anni. Il solo pensiero di rimetterlo in culla è stato devastante, ma poi dopo aver dormito profondamente e di fila per diverse ore, è passato tutto il dispiacere.

 

Ma tu lo sai che fa la Wardrobe planner?

   

  

 Metti una mattina per caso.. Cazzeggi su Facebook e ti imbatti in lei!! Una wardrobe planner!

La domanda sorge spontanea ma che lavoro è?

Ve lo lascio spiegare da lei, Maki Superpink

 ” Anche stavolta è andata così: ci si legge, ci si trova simpatiche, ci si “parla” anche fuori dai canali pubblici, ed i discorsi sono esattamente gli stessi che si fanno con un’amica al bar: i figli, il marito, la stanchezza, la pila del bucato da stendere, il cambio armadio… Inevitabilmente salta fuori che di professione faccio quella che va nelle case e si diverte a sistemare ogni singolo vestito. Ormai ci sono abituata, le reazioni sono due: lo sguardo incredulo, il labbro superiore che si arriccia e la domanda: ” ma che razza di mestiere è?!” , oppure gli occhi sgranati da apparizione marianica, il ghigno di chi ha appena scoperto di aver vinto la lotteria e la frase: ” ma daaaaaaaaaai, giuuuuuuuuuuuuura!!!!!”

Allora so che mi dovrò mettere comoda ed iniziare a parlarne con calma…

Il problema più frequente è la quantità di roba che abbiamo da mettere in armadi che non sono proprio quelli di Carrie Bradshaw; eppure posso assicurarvi che, nel 90% dei casi, gli spazi ci sono, ma sono sfruttati male. Ecco perché per una nuova e più funzionale organizzazione, bisogna svuotarlo completamente e poi seguire dei semplici step 

1) Quello che non si mette da almeno 3 anni sarebbe il caso di destinarlo a miglior vita

2) Tutto quello che va appeso ( mi raccomando, i maglioni NO!) va sistemato su un appendino adeguato: giacche su quelli grossi, camicie su quelli medi, top su quelli sottili EVITATE come la peste quelli metallici della tintoria, che bucano le spalle dei capi!

3) Dividere ogni appenderia per tipologia: i pantaloni tutti insieme, così come le camicie, le gonne, le giacche… Iniziando mettendo i capi più leggeri e poi quelli più pesanti ( tipo: dalle smanicate alle camicie a manica lunga).

4) Piegate maglioni, t-shirt, ecc. e divideteli in pile che conterranno lo stesso modello: scolli a v con scolli a v, girocollo con girocollo, cardigan con cardigan. Ricordatevi che i ripiani hanno una profondità, perciò cercate di piegare tutto in maniera tale che si possano metter davanti e dietro.

Sì , lo so, è un lavoro faticoso, ma una volta acquisito questo metodo, molto semplice e schematico, tutto sarà più facile da gestire e da mantenere.  

L’ORDINE AIUTA A TENERE IN ORDINE 🙂 “

Ma come lo svezzo?

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Carloleone sta per compiere 4 mesi..(ora potrei iniziare con..”sembra ieri quando è nato, non me lo ricordo più, quanto era piccolo/magro/alto/grasso/moro/biondo etc”) e come ogni madre in retti sensi, inizio a pensare a come e quando andrà svezzato.

Inizio col dire che per non sono una di quelle madri ossessionate dalla nutrizione del proprio figlio, anzi, ero una di quelle che “Se c’è il latte bene, altrimenti gli darò quello artificiale”, poi però il latte mi è venuto e ho fatto di tutto per non farlo andare via quando sono stata rioperata, ma questa è un’altra storia.

Questa premessa per dire che, visto che prende il mio latte, ho deciso di posticipare il rientro in ufficio per continuare ad allattarlo al seno (no.. col tiralatte non ce la posso fare e soprattutto non voglio costringere mia madre ad impazzire dietro alle sue poppate.. la madre sono io e devo prendermi le mie responsabilità) e occuparmi in prima persona dello svezzamento.

Detto ciò, qui si apre il dibattito su come svezzare Carletto.

  • Svezzamento classico iniziando dal 4° mese con pappine pappette pappò
  • Autosvezzamento dal 6° mese in poi

La prima scelta, sebbene mi “renderebbe libera” prima dall’allattamento, sarebbe complicata da gestire fuori da casa.. noi siamo abituati ad aperitivi e cene fuori, onestamente mi risulterebbe un po’ scomodo andare in giro con brodi, brodini, brodò, senza tralasciare il fatto che, secondo i dettami dell’ autosvezzamento, l’apparato digerente del bambino non è ancora maturo.

Per carità, la mia generazione è stata svezzata così, eppure siamo ancora vivi…

L’autosvezzamento allunga sicuramente i tempi di circa un mese e mezzo, ma ha anche altrettanti vantaggi, il bambino mangia tutto…da subito e scegliendolo da solo.

Quello che mi angoscia, oltre al fatto che dovrei arrivare a giugno, è che il bambino deve iniziare a mangiare solido non avendo ancora i denti.

La prossima settimana andrò dai due pediatri (asl e privato) e sentiamo che strada mi consigliano.

Voi come li avete svezzati? Avete fatto un mix? Ditemi la vostra!