Mamma ti ricordi di quando eri giovane?

382509_10151018296644486_1966180564_nMattine di fine agosto in ufficio, mail con auto risponditore dei clienti ancora in ferie. Metti le cuffie e accendi spotify. Parte la playlist #amarcord.

Ma che lo uso a fare spotify se mi sento sempre e solo i soliti dischi anni ’90? 🙂 Per la serie “non ci riprendiamo più dagli anni novanta” vi presento me stessa.

Per chi mi conosce sa che in quegli anni suonavo il basso in un gruppo indie di sole donne, le Dunia. Abbiamo avuto il nostro discreto successo sia in tv, radio e festival come Arezzo Wave. Pensare ora a come ero in quegli anni mi viene da sorridere. Ora sono ciò contro cui lottavo, l’impiegata  con contratto a tempo indeterminato, casa di proprietà, auto, compagno, cane, figlio.

Mi viene in mente di quell’anno in cui facevo la musicista/radical chic a Roma nord. Convivevo in un bilocale/attico in via Po, con tale Giovanni, musicista anche lui. Apparentemente due barboni. Lui era figlio di costruttori e pertanto proprietario di diversi appartamenti. Frequentavamo San Lorenzo, concerti, musica impegnata, festival.

Mi ricordo che ero innamoratissima e che già mi vedevo catapultata in un futuro fatto di mega appartamenti, cineforum, la signora dei salotti romani. E invece… dopo una vacanza on the road tra Portogallo e Salento, il Giovi mi ha lasciata per telefono 😀

La cadenza romanaccia mi è rimasta, anche quella parlata un po’ sorniona delle ragazze bene della Roma Nord. Giovanni forse è in Germania a fare l’architetto di design. O almeno lo sapevo lì.

Io mi godo la mia famigliola, felice del mio trascorso ma più felice del mio presente.

 

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Weekend da sola con un pupo… livello PRO

Metti caso che hai un compagno/marito che deve lavorare il weekend

Metti caso che hai un figlio (dal sopracitato marito/compagno) di 18 mesi

Metti caso che sia un giugno particolarmente caldo, di quelli che fanno “storia” … (non era così caldo dal giugno del 2017 CIT.)

Metti caso che tu odi il caldo

Metti caso che il tuo appartamento sia caldo già d’inverno senza accendere i riscaldamenti…

Insomma metti caso che sei nella merda puzzolentissima, come la svolti?

Beh hai casa fuori, perché non andarci?

– Idea 1 – Casa al lago – devono finire i lavori per tubatura rotta

– Idea 2 – Casa al mare – affittatissima come non succedeva da anni (ovvio)

– Idea 3 – lo porti in Piscina..

Ahhhh bella la piscina, memorabile quando inizia a giocare sul bordo scivoloso e finisce in acqua e tu devi buttarti che neanche Pamela Anderson in Baywatch avrebbe fatto tanto… e quando lo prendi e lo tiri fuori dall’acqua puntualmente ti sfigura con l’unica unghia rimasta intatta dal taglio coatto della sera prima.

Ahhh bella la piscina quando tu speri di addormentarlo nel passeggino e lui ad ogni urletto degli altri bambini tira su la testolina e ti dice “mamma bimbi”… e pensi al perché le altre mamme non tramortiscano i loro bambini onde evitare lo stillicidio di massa del dopo pranzo?

E allora arrivi all’allattamento livello pro, perché a 18 mesi basta tirare fuori la tetta per calmarlo, ma certe volte vuole solo quella… e allora tu per sopravvivere gliela dai e ciaooone

Ok… un’ora di dormita del pupo. Lettino. Ti sdrai, prendi il cellulare per guardare le ottomila notifiche di Facebook, instagram, twitter, etc ma il tuo cellulare, dopo 20 puntate di Masha e Orso è defunto.

E per la serie “mai una gioia” non hai neanche un cavolo di volantino  dell’ Ipercoop da leggere.19224892_10155393729507902_3284931766711569756_n

Scatta la noia, cerchi qualcuno con cui chiacchierare, ma è l’ora della siesta.

Si sveglia il pupo e ricominci a tuffarti come Pamela Anderson, a correre scalza come se camminassi sui carboni ardenti per recuperare il figlio che trotterella, ovviamente scalzo, cercando di completare il livello più alto del gioco “prendi tutte le verruche e funghi”.

Decidi di intrattenerlo col gelato… cade a terra.

Gli compri un lecca lecca, lo butta a terra.

Ok, “su Carloleone, andiamo a fare la doccia è ora”.

Ahhhhh bella la doccia… spoglia lui, tienilo per un braccio onde evitare che tocchi qualsiasi cosa di lercio che galleggi nello spogliatoio, spogliati tu, vai in doccia, evita di farlo scivolare mentre si divincola per evitare lo shampoo, fatti lo shampoo tu. Lava lui, lavati tu, metti accappatoio lui, metti accappatoio tu.

Asciuga lui, asciuga lui, asciuga lui…. ad libitum

Asciugati tu… forse.

Vesti lui, vestiti tu…. forse

E quando il livello di zingarume è alle stelle, dai uno sguardo ai fisici delle alte donne, non mamme mi auguro, e rosica.

Sali in bici, vai a casa.

Porta a spasso il cane, prepara la cena per il piccolo, fallo mangiare, addormentalo e poi svieni sul divano.

E quando arriva lui da lavoro, ti guarda e ti dice “come sono stanco, beata te che sei andata in piscina”.

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C’era una volta… una volta c’era

Oggi piove.

La pioggia mi ricorda quando andavo alle elementari. Aule enormi (ero molto bassa) tante urla (delle maestre), compagni pettinati e perfetti (scuola privata) ed un enorme senso di vuoto ed angoscia che si colmava soltanto quando mamma mi veniva a prendere all’uscita.

Per un po’ quel malessere passava, mangiavo (poco), guardavo i cartoni animati, giocavo e poi ricominciava l’angoscia dei compiti e quel disagio di chi sta in un posto che proprio non le si confà.

Oggi mi sento così.

Vorrei sentirmi protetta.

Oggi avrei bisogno di un piatto di stelline in brodo, e di quei pomeriggi in cui andavo a casa dei nonni perché mamma aveva da fare e cenavo lì, poi mi venivano a prendere.

Casa dei nonni voleva dire  cibo.

Sono nata piccola e quindi per i miei nonni la parola d’ordine era: MANGIARE

Il cibo dei nonni era quel cibo buono e saporito, cucinato e non aperto da qualche pacchetto e messo a cuocere.

Pane e sugo era la mia merenda, la scarpetta dal piatto di nonno seduta sulle ginocchia.

Le mani lavate con la saponetta palmolive al bagno in braccio a nonno, mani nelle mani.

La pasta al sugo arancione (tanto era l’olio) di carne, l’odore dei panni stesi di sotto, e poi di corsa fino all’orto con i cani di nonno.

Non avevo paura, c’erano loro a proteggermi, quando cadevo dalla bici e mi sbucciavo il ginocchio e correvo di corsa a casa per le scale veloce in cerca di conforto. Nonna non mi sgridava.

Lo avrà fatto una volta sola, quando è nato mio fratello. Ma quella è un’altra storia.

Oggi è così, vorrei uscire da lavoro e andare a casa loro.

Invece guarderò mio figlio che si fa coccolare dalla nonna.

Di quando pensavo che la vita non sarebbe cambiata…

16998025_10155028388352902_1020575594025701598_nC’è quel momento della vita pre figli, o da donna incinta, che pensi che quando ti dicono “vedrai come ti cambierà la vita…” tu sei lì che dici.. – si vabbè sarà cambiata a te, io farò assolutamente quello che facevo prima. Lascierò sempre il pupo ai nonni e andrò a divertirmi, ubriacarmi in giro per locali. Io e il papà andremo in giro in lungo ed in largo per il mondo da soli in cerca della nostra vita ante-figli.-

Poi arriva lui, il figlio.

E li capisci.

Capisci che non è tanto la difficoltà nel trovare un nonno disponibile a guardartelo ma è più un… “Ma dai sì ce lo portiamo, ma si dai, dorme nel passeggino…” oppure.. “Festa che inizia a mezzanotte? Cazzo facciamo fino a quell’ora?”… “Ma poi dai in disco a 40 anni solo se sei il proprietario” and so on… Succede insomma che ti arriva la consapevolezza di aver fatto tante cose, tante serate, tante cazzate, tante avventure, tante sbronze e che… – si, la serata con gli amici è una figata.. ma stasera hai solo voglia di aprire il divano e vedervi un cartone con lui.

Ecco si, se queste sono le premesse, allora è vero…

La vita è cambiata.

Ma è cambiata in  meglio cazzo!

Sono cambiate le priorità. La birra con le amiche è lì, non scappa, è tale e quale a 10 anni fa e probabilmente lo sarà per altri 10;

invece la serata con Lui no, quella scappa.

Scappa perché cresce ed io non voglio perdermi neanche un istante di Lui.

Il trucco della valigia perfetta ;)


Deciso cosa portare in vacanza?Perfetto! Allora è arrivato il momento di sistemare tutto in valigia.

Il trucco per farci stare tutto è molto semplice e si racchiude in un’unica sola parola: ARROTOLARE!!!

T-shirt, camicie, pantaloni vanno arrotolati dal fondo e messi in verticale nella valigia, uno di fianco all’altro.

Gli spazi rimasti vuoti si possono sfruttare per la biancheria, le pochette morbide e le scarpe, riposte in custodie di stoffa. Non dimenticate carica batterie, tessere sanitarie varie ed un buon libro. Chiudete il bagaglio e… BUOONE VAAAAACANZE!!

A cura di Marika emme

Come organizzare la valigia dei bambini


Dopo aver ben fissato nella mente cosa mettere nella nostra valigia, è arrivato il momento di pensare a quella dei nostri bimbi.Pronte a stilare l’elenco delle cose indispensabili?

Primo punto fondamentale: il kit di pronto soccorso, con antipiretici, creme solari, cerotti , spray e pomate contro le punture di insetto, termometro ed eventuali medicinali che devono prendere abitualmente. 

Si passerà poi a pensare alla biancheria intima, calzine comprese, pigiamini e costumi.

K-way, felpa col cappuccio ( ripara in caso di intemperia improvvisa ), cappellino e bandana ( sia da usare in testa, che come sciarpina), occhiali da sole ( …il mio lancia dopo 3 minuti !! )

Scarpe chiusee sandaletti.

Completini da giorno, tipo calzoncini e maglietta e qualcosa di carino per la sera. Vorrei dirvi che lo stesso abbinamento “fighetto” potrete usarlo 2 sere, ma se come me avete un piccolo uragano, ritenetevi fortunate se rimarrà pulito per più di mezz’ora!!

Cercate quindi di calcolare un paio di cambi al giorno.

Valigia piccola? Tranquille: la prossima volta vi svelerò i trucchi per farci stare tucci ordinatamente e senza bisogno di saltarci sopra per chiuderla!! 😉

La valigia perfetta per 1 settimana 

” LA VALIGIA SUL LETTO E’ QUELLA DI UN LUNGO VIAGGIO…”Ah, no?! Fai solo una settimana?!

Allora perché tutta quella roba? 

Aspè… ti aiuto io!!! 


E’ inutile portarsi tutto l’armadio sapendo già che poi si riporterà tutto a casa senza aver messo neanche la metà dei vestiti; ricordiamoci , inoltre, che chi dovrà prendere l’aereo, ha una valigia che verrà pesata. 

Pochi, semplici consigli: 
° PER IL GIORNO : 3 abitini freschi, sia per chi va al mare che per chi farà una vacanza in una città d’arte

2 o 3 costumi

1 maglioncino o una giacchina tipo di jeans, sperando di non averne bisogno

uno short o bermuda ed un paio di t-shirt

una pashmina di colore neutro, così da abbinarla su tutto, che di giorno possa fare da pareo e di sera da stola

una ciabattina, magari con qualche pietruzza o perlina, così da usarla sia di giorno che di sera

un paio di tacchi

una scarpa chiusa, tipo sneaker, da indossare in viaggio, così da risparmiare spazio in valigia.
° PER LA SERA : 3 abbinamenti che si possano intercambiare tra loro

Ad esempio: quella gonna sta bene sia con quel top che con quella t-shirt e, allo stesso tempo, posso abbinare quella t-shirt anche con quel pantalone… 
Il vero trucco sta nel preparare a casa i gli outfit, uno per ogni giorno e di ricordarsi che di creare abbinamenti diversi con pochi capi.
Sentite già la valigia un pochino più leggera?! 

A cura di Marika Emme wardrobe planner